VISITA ALLA RISERVA NATURALE DELLE
VALLI DI S. ANTONIO - APRICA 9/05/2002


Tipologia della gita:

escursionistica

Titolo dell'itinerario: visita alla Riserva naturale delle Valli di S. Antonio
Ritrovo: sede CAI Aprica - C.so Roma 178 - Aprica
Località di ritrovo: Aprica
Ora: 8.00
Trasporto dal ritrovo alla partenza: organizzato
Pranzo: presso il rifugio Alpini di Campovecchio, costo 18 €
Attrezzature specifiche: no - abbigliamento da montagna
Difficoltà: Facile
Tempo: intera giornata
Dislivello: 200 metri

Breve descrizione:
Le Valli di Sant'Antonio, Riserva naturale regionale.


In territorio di Córteno Golgi BS, ai confini con Aprica e la Valtellina, le Valli di S. Antonio (Brandét e Campovecchio) fanno parte del sistema orografico delle Alpi Orobie nord-orientali e i loro bacini confluiscono nell'Ogliolo, indi nell'Oglio. L'omonima Riserva regionale, istituita nel 1983, copre ca. 210 ettari lungo i fondovalle, tutelando un'area compresa tra i 1100 e i 1500 m. di quota, i cui versanti culminano con cime che raggiungono i 2750 metri (Palone 2530, Borga 2661, Torsolèto 2707, Sèllero 2744, Telènek 2754, Torsolazzo 2610, Pasò 2575). Attraverso tali monti si snoda l'Alta Via n. 7, o "Sentiero 4 Luglio", dove si corre a inizio luglio l'omonima SkyRace. La Riserva si trova nel cuore dell'Azienda faunistico-venatoria "Val Belviso-Barbellino", particolarmente ricca della tipica fauna alpina (soprattutto camosci, caprioli e cervi). Il valore paesaggistico del sito è dato dalla compiutezza di un ambiente particolarmente rappresentativo, per aspetti morfologici e vegetazionali, delle strette convalli centroalpine poste a queste quote. L'ambiente è caratterizzato dall'alternanza di boschi di conifere, a larga predominanza di abete rosso, e di pascoli e prati da sfalcio, punteggiati da piccoli nuclei di baite e fienili. Il fondo delle valli è percorso da torrenti, sui quali sono stati costruiti già secoli orsono alcuni caratteristici ponti in legno coperti. I rari ristagni d'acqua danno luogo a piccoli acquitrini, come presso Malga Travasina, nella Valle di Campovecchio, dove si sviluppa la caratteristica vegetazione di torbiera, mentre a quote più elevate, nelle depressioni di origine glaciale, si sono formati stupendi laghetti. Tra questi è da menzionare almeno il Lago Pìcol, che a dispetto del nome è uno dei più grandi delle Alpi Orobie (quota 2.378 m., profondità 65,4 m., estensione 123.000 mq.). I prati di fondovalle sono destinati alla fienagione e al pascolo e in entrambe le valli essi ospitano aree di sosta attrezzate. I tipici edifici in pietra e legno, nati come stalle e fienili, radunati in piccoli agglomerati, testimoniano l'armonica integrazione tra natura e attività dell'uomo. La risistemazione di alcuni antichi forni fusori e recenti scoperte di graffiti preistorici, insieme alla ristrutturazione del vecchio mulino di S. Antonio e della segheria veneziana poco più a valle, dovrebbero presto ancor più impreziosire questi luoghi.

 

MAGGIO SETTIMANA INTERNAZIONALE DELLE MONTAGNE
(in concomitanza con l'assemblea nazionale dei delegati del CAI a Bormio dal 4 al 12 maggio)
Giovedi 9 - VISITA ALLA RISERVA NATURALE DELLE VALLI DI S. ANTONIO
Venerdi 10 - VISITA GUIDATA ALLA RISERVA NATURALE DI PIAN DI GEMBRO
Venerdi 10 - VISITA ALL' OSSERVATORIO ECO-FAUNISTICO ALPINO - PARCO OROBIE VALTELLINESI