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| partenza sentiero Pier Giorgio Frassati |
Si trova tra Corteno Golgi (BS) e Aprica (SO) il percorso dedicato al giovane beato
che dell’andare in montagna faceva anche un motivo di elevazione spirituale
L’iniziativa
L’iniziativa, che rientra sotto l’egida del CAI nazionale, è nata due anni fa, proposta dal past president CAI e Club Arc Alpin Roberto De Martin al parroco di San Pietro Aprica Don Augusto Azzalini ed è coordinata dal responsabile nazionale del Progetto “Sentieri Frassati” Antonello Sica.
Nel dettaglio, il Sentiero Frassati della Lombardia congiunge il minuscolo borgo di Sant’Antonio di Córteno Golgi (BS), nei pressi della chiesa dedicata a Sant’Antonio Abate (1127 mslm), con la chiesetta alpina dedicata a San Carlo Borromeo (1920 mslm) presso il Rifugio CAI Valtellina di Aprica (SO), arrivando a superare i 2000 mslm nella zona dello Zappello dell’Asino. A San Carlo sono dedicati in zona altri monumenti, come la cappella (o santella) lungo l’antica Strada Valeriana a San Pietro, dove l’allora arcivescovo di Milano, in visita pastorale, il 27 agosto 1580 fece sgorgare una sorgente d’acqua freschissima.
Si tratta di un percorso alpino di notevole bellezza e suggestione, che consente di ammirare in un colpo solo le più importanti vette lombarde: dalla lunga catena delle Alpi Retiche (Badile, Céngalo, Disgrazia, Scalino, Palù, Zupò, Bernina, Ortles-Cevedale, ecc.), al Gruppo Adamello (Presanella, Aviolo, Baitone, Adamello, Corno delle Granate, Adami, ecc.), fino alle più vicine Alpi Orobie Nord-est, al limite delle quali si trova il percorso medesimo (Telènek, Sèllero, Torsolazzo, Pasò, Palabione, ecc.). Dalla panoramica zona dello Zappello dell’Asino, sul crinale dove c’è il disco orografico posato dal CAI Aprica, si possono abbracciare inoltre, in un solo colpo d’occhio, gran parte della Valtellina e il braccio di Valcamonica che dal Passo Aprica scende a Édolo. Se la giornata è particolarmente limpida, si può persino scorgere a ovest, lontana 200 km, la grande piramide del Monte Rosa.
Dopo i sopralluoghi preliminari, effettuati già l’anno scorso, nell’ultima riunione del Comitato “Sentiero Pier Giorgio Frassati”, riunitosi di recente ad Aprica e costituito da Aprichesi e Cortenesi alla guida di Don Azzalini, si sono pianificate le azioni da intraprendere per la miglior riuscita dell’evento. Tra queste alcuni lavori di sistemazione del sentiero, la realizzazione e la posa di apposita segnaletica, la predisposizione di un pieghevole illustrativo, la situazione patrocini e finanziamenti, una bozza di programma per il 23-24 agosto.
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| arrivo sentiero Pier Giorgio Frassati |
I Sentieri Frassati d’Italia
"Montagne montagne montagne, io vi amo." Questa dichiarazione d'amore, così profondamente semplice e intensa, è di Pier Giorgio Frassati (1901-1925) il giovane torinese - beatificato nel 1990 e socio, tra l'altro, anche del Club Alpino Italiano - che "amava la montagna e la sentiva come una cosa grande, un mezzo di elevazione dello spirito, una palestra dove si tempra l'anima e il corpo". In tutto il suo agire, e perciò anche nell'aspro fascino dei monti, Pier Giorgio ha sempre ben palesato la quotidiana ricerca di Dio: "Ogni giorno m'innamoro sempre più delle montagne - scriveva ad un amico - e vorrei, se i miei studi me lo permettessero, passare intere giornate sui monti a contemplare in quell'aria pura la Grandezza del Creatore". Una contemplazione arricchita dalla gioia per la compagnia degli amici e intensificata dal raggiungimento di vette sempre più alte: "Sempre desidero scalare i monti, guadagnare le punte più ardite; provare quella gioia che solo in montagna si ha".
Con la sua testimonianza di vita profondamente incentrata - per dirla in sintesi - sulla "carità gioiosa", nella quale trovava ragione e alimento ogni suo impegno (dal sociale al familiare, dal religioso al politico) Pier Giorgio Frassati ha in fondo tracciato "il sentiero" per tutti quei giovani che davvero, come diceva lui, vogliono "vivere e non vivacchiare". All'indomani della beatificazione è stato, perciò, del tutto naturale, all'interno del C.A.I., pensare di dedicargli proprio un sentiero, magari in ogni regione d'Italia, piuttosto che la cima di un monte, come peraltro aveva già fatto in passato il padre De Agostini in Patagonia. Con il motto "Per incontrare Dio nel Creato" abbiamo dunque iniziato, nel 1996, da Sala Consilina (in provincia di Salerno) con il "Sentiero Frassati della Campania", regione dalla quale l'idea era partita. Da allora quasi ogni anno è stato aperto un nuovo "Sentiero Frassati", come si può vedere dall'elenco delle inaugurazioni. Non vorremmo, però, che una rapida scorsa all'elencazione dei sentieri sinora dedicati a Pier Giorgio Frassati desse l'impressione che tutta quest'iniziativa sia imperniata intorno ad una mera rievocazione della figura - peraltro esemplare - del giovane beato piemontese. Tutt'altro! Fin dal suo nascere, la dedica a Pier Giorgio Frassati di un sentiero eletto in un ambiente ricco ad un tempo di valori naturalistici, storici e religiosi ha voluto rappresentare, per quanti a vario titolo vi hanno preso parte, un'autentica esperienza di vita, nel solco della sua testimonianza. E qui la parola dovrebbe andare, innanzi tutto, ai tanti amici che vi hanno fino ad oggi lavorato con passione, affidando il vero senso di questa esperienza a quel simbolico ma intensissimo gesto di benedire ogni nuovo sentiero mescolando le acque provenienti da tutti i precedenti percorsi. Per tutti valgano qui, le parole che Vito Oddo, allora Presidente del C.A.I. di Siracusa, ebbe a dire per l'inaugurazione del "Sentiero Frassati" più meridionale d'Italia: "Dedicare un sentiero al Beato Frassati può sembrare quasi un atto di egoismo. E' come se si volesse dedicarlo a noi stessi, alla passione per la montagna e all'amore verso la natura che condividiamo, in quanto soci del C.A.I., con Pier Giorgio Frassati. In realtà è un atto di amore verso Colui che ha creato queste cose e che, nella sua infinita bontà, donandoci l'esempio di Pier Giorgio, ha voluto ricordare che la vita deve essere arricchita da altri valori. Da quella fede e da quella capacità di impegnarsi nel sociale e a favore di chi ha bisogno che ha illuminato il cammino di Pier Giorgio Frassati."

Chi era Pier Giorgio Frassati
Pier Giorgio Frassati, di origini borghesi, espresse il suo entusiasmo giovanile in idee e azioni di forte impronta spirituale e dedicò le sue migliori energie agli ammalati, fino al punto da rimanere probabilmente contagiato dalla poliomielite fulminante e morirne in pochi giorni. (vedere la biografia nel file allegato)
Alcuni siti per approfondire la conoscenza della figura di Pier Giorgio Frassati e l’iniziativa dei Sentieri Regionali a lui dedicati:
http://www.piergiorgiofrassati.it/
http://www.sentierifrassati.org/
http://www.tipiloschi.com/
http://it.wikipedia.org/wiki/Pier_Giorgio_Frassati
L'inaugurazione
UNISCE LE PROVINCE DI BRESCIA E SONDRIO TRA CÓRTENO GOLGI E APRICA
Aprica – Córteno Golgi, 25 agosto 2008. Almeno duecento persone, provenienti da tutta la penisola, hanno preso parte domenica all’inaugurazione del Sentiero “Beato Pier Giorgio Frassati” della Lombardia.
In una giornata limpida dall’alba al tramonto come solo in montagna capita ogni tanto di vivere, l’inconsueta massa si ritrova a Sant’Antonio di Córteno Golgi (1127 m.) per la benedizione e il taglio del nastro del tracciato già alle 7:30. Il parroco e il sindaco di Córteno, Don Arturo Pelamatti e Guido Salvadori, coadiuvati dai colleghi aprichesi Don Augusto Azzalini e Carla Cioccarelli e dai presidenti delle rispettive sezioni CAI, Cesare Pedrazzi e Luigino Negri, insieme al coordinatore nazionale Antonello Sica, espletano rapidamente le operazioni rituali davanti alla bella bacheca d’inizio sentiero.
La lunga fila di escursionisti s’incammina quindi, attraverso il bosco, incontro al sole di Malghe Savrone Basso (1390 m.) e Premàlt (1555 m.), passando presso l’arcaica “Büsa di Pagà” (1250 m.), non molto a est dell’altrettanto antica “Còrna di Büs”. È la prima parte di sentiero, abbastanza ripida, ma perfettamente curata e resa interessante, oltre che dal progressivo variare della vegetazione, dai segni del passato quali tratti di roccia gradinata, sapienti cunette di scolo nei tornanti, antichi muri a secco e ruderi di baite annegati nel bosco.
A Premàlt nuova immersione tra le conifere presso le vestigia del Ròccolo Giacometti (al bivio con il sentiero n. 338 per Aprica) e salita del crinale, lungo il medesimo tracciato della Skymarathon – Sentiero 4 Luglio, fino al disco orografico del CAI Aprica, poco sotto lo Zappello dell’Asino (2029 m.). Sentiero ampio e pulito, sottobosco alpestre verdissimo di mirtillo e rododendro, decorativi formicai qua e là. E alcuni improvvise balconate da mettere i brividi, a perpendicolo sulla valle e sulla testata di Campovecchio.
Finalmente, dopo le ultime impegnative erte, ecco il bosco svanire quasi d’incanto e apparire, piantato su un panoramico promontorio, il disco orografico che istruisce sulle vette visibili a 360°. Da qui uno spettacolo maestoso, col solo rischio di accusare il capogiro nel girarsi intorno: il Gruppo Adamello (Aviolo, Adami, Miller, Campanili delle Granate, Baitone, Adamello) e il Pian di Neve, le Alpi Orobie camune e valtellinesi (Torsolèto, Cülvègla, Sèllero, Telènek, Lòrio, Baradello), la medio-bassa Valtellina con sullo sfondo il Monte Rosa, le Alpi Retiche pressoché intere (Céngalo-Badile, Disgrazia, Malenco, Scalino, Palù, Roseg, Zupò, Bernina), la Val Poschiavo, l’Ortles-Cevedale, il San Matteo ... Non per nulla qui il gruppo indugia a lungo e s’ingrossa poco alla volta, con la confluenza dei più “tranquilli” camminatori. Tra questi Nella Gawronska dalla Toscana, ottantadue anni, figlia della sorella di Pier Giorgio Frassati, Luciana, morta nel 2007 a 105 anni.
Lasciato il 4 Luglio, si devia per il sentiero n. 341 in direzione Salina, si entra alla fine in Provincia di Sondrio e si raggiunge loc. Carègia, dove accanto al Rifugio CAI Valtellina è situata la Chiesetta Alpina San Carlo, termine (o inizio) del Sentiero “Beato Pier Giorgio Frassati” della Lombardia.
Qui Santa Messa, concelebrata da Don Augusto, Don Arturo e Don Battista Dassa di Angone (BS), con quest’ultimo che ha portato dalla bassa Valcamonica un gruppo di giovani per vivere la giornata in onore di Frassati. All’Offertorio uno dei momenti più intensi dell’intera due-giorni (sabato c’era stata la presentazione dell’iniziativa presso la sala congressi di Aprica, allietata dagli apprezzatissimi canti del Coro Gambuér), con la cerimonia di unione delle acque provenienti da tutti gli altri quattordici Sentieri Frassati d’Italia. Tra le delegazioni arrivate da più lontano quella della Sicilia, guidata da Anna Salibra Oddo di Siracusa, e quelle di molte regioni del sud.
A seguire, prima del pranzo, brevi e commossi saluti ufficiali (quasi nessuno di circostanza), con il microfono ad Antonello Sica (coordinatore dell’iniziativa a livello nazionale), Goffredo Sottile (neo-vice presidente centrale CAI), Roberto De Martin (past president CAI centrale e Club Arc Alpin e propositore del Sentiero Frassati della Lombardia), Gabriele Bianchi (past president CAI centrale), Luigino Negri (presidente CAI Aprica), Dino Negri (vice presidente CAI Aprica e assessore al Turismo CM Tirano), Carla Cioccarelli (sindaco di Aprica), Guido Salvadori (sindaco di Córteno Golgi), Alessandro Bonomelli (presidente CM Vallecamonica), l’alpinista Oreste Forno.
Un breve ed emozionato saluto anche da parte di Nella Gawronska, che dopo il pranzo, già alle 13:30, morde il freno per salire alla vetta del Palabione (2361 m., 441 di quota sopra il rifugio), accompagnata da un gruppetto di giovani. Missione compiuta.
Antonio Stefanini
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